Storia 6

LA FORMA DELL' OCCHIO dei siberiani è una delle questioni più controverse. Differenti standard descrivono quasi ogni tipo di forma per gli occhi del siberiano, da "quasi tondi" a "ovali". Il grado di rotondità non è definito. Questo apre la possibilità a svariate singolari interpretazioni per quanto riguarda tale forma. Un punto che è stato stabilito in modo piuttosto definitivo è che gli occhi del siberiano non devono essere né rotondi né a mandorla. In effetti, se si guarda da vicino l'occhio del siberiano, in particolare di gatti che appartengono a linee relativamente stabili, è evidente che la forma dell'occhio è più complessa e può essere considerata come una versione "leggermente obliqua" appartenente alla famiglia di forme a "cappuccio di frate". 

8. Forma non corretta (A) e corretta(B)
dell'angolo interno superiore dell'occhio.

<<< In ogni caso, l'arco superiore dell'orbita dell'occhio è più breve di quello inferiore e il bordo esterno dell'occhio ha una netta forma appuntita. Un importante difetto, al quale è posta poca attenzione, è la presenza di una linea diritta, che distorce l'armonia della forma dell'occhio, nella parte interna dell'arcata superiore (Fig. 8).




Per entrare maggiormente nel dettaglio relativamente alle proporzioni originali della testa del siberiano, devono essere menzionati alcuni parametri biometrici. L'analisi biometria di un certo numero di gatti di buona tipologia ha rivelato che nei siberiani: la lunghezza del naso (D1), la distanza tra la sommità della testa e la linea del sopracciglio (cioè la lunghezza dell'osso frontale, D2), la distanza tra la sommità della punta del naso e la base del mento (D3) sono circa identiche.

Questo è molto utile per distinguere siberiani di corretta tipologia da gatti con tipologia simile a quella dei Main Coon (muso troppo sporgente e mento troppo accentuato), o a quella dei Norvegesi and NFCs (profilo troppo diritto e mento potenzialmente meno accentuato). Nel primo caso (MCO) si ha D3>D2, nel secondo caso (NFC) si ha invece D3<D2. Se il gatto ha caratteristiche di tipo persiano si ha D1<D2 e D1<D3.

Cosa importante, se la fronte non è piatta, come deve essere nei siberiani, tutte le proporzioni tra D1-3 sono spesso distorte. Anche la distanza tra le orecchie è molto importante. Negli standard esistenti, la distanza tra le orecchie è interpretata troppo arbitrariamente. Benché sia usualmente ben stabilito che le orecchie non devono essere situate troppo in alto e troppo vicine tra di loro, la distanza massima tra le medesime solitamente non è definita. Come risultato, gatti con orecchie troppo distanziate non sono penalizzati, per di più sono preferiti da alcuni giudici, specialmente della FIFe, anche se la maggior parte di tali gatti hanno una tipologia simile al persiano, con orecchie troppo piccole posizionate molto in basso e quasi sepolte dal pelo. Alcune indagini biometriche possono essere di aiuto, la distanza tra le orecchie deve essere definita come compresa in un intervallo che va da 1 a 1.5 volte l'ampiezza della base delle orecchie stesse. Per fare una stima corretta, l'ampiezza della base dell'orecchio deve essere considerata in qualità di caratteristica anatomica e non come l'ampiezza della parte dell'orecchio visibile al di sopra del pelo.

Quando si tiene contemporaneamente conto di tutti questi parametri - distanza tra le orecchie, ampiezza delle orecchie e altezza del loro posizionamento - diventa chiaro che qualsiasi altro tipo di orecchie è quasi impossibile senza introdurre severe distorsioni delle correlazioni descritte. In effetti, la base anatomica dell'orecchio (e non la parte del'orecchio visibile al di sopra del pelo) è così ampia che se considerassimo una distanza tra le orecchie significativamente più grande di quella della base di un orecchio, esse risulterebbero essere posizionate quasi sotto il mento del gatto vicine una all'altra. 

<<<  I coefficienti di correlazione dovrebbero essere la soluzione ideale per una accurata descrizione dello standard del siberiano, ma poichè la loro applicazione ufficiale è ancora al di là dei limiti della moderna felinologia, non si sa se tali coefficienti saranno mai inclusi nello standard del siberiano. La sola cosa che deve ancora essere detta in questa sede è che le dimensioni del corpo del siberiano (così come è visto con la pelliccia) devono ubbidire alla regola della "sezione aurea", cioè il rapporto tra l'altezza del tronco e la sua lunghezza deve valere circa 1:1.6 (Fig. 10).

Vorrei inoltre parlare dei punti principali che influenzano il giudizio di un siberiano. La testa è ciò che più caratterizza un siberiano, quindi il corpo, che deve essere muscoloso e di robusta ossatura (sfortunatamente, gatti grassi con ossatura leggera sono a volte considerati migliori quando confrontati con gatti di ossatura robusta, ma non grassi, questi ultimi infatti possono sembrate più esili dei primi). Il caso appena descritto si verifica sovente nel giudizio dei siberiani, che devono essere "robusti". La seconda, e indispensabile, parola della frase "di robusta ossatura" è spesso dimenticata. Un siberiano con gli occhi, ma con la testa e l'ossatura solo moderatamente sviluppata è spesso giudicato superiore rispetto a un siberiano di struttura eccellente a livello sia della testa sia di ossatura, ma con occhi gialli o giallo-verdasti. Questo è semplicemente intollerabile. Molte delusioni di questo tipo sono causate da una formulazione ambigua di alcuni standard del SIB.

E' necessario ancora del lavoro per determinare correttamente e in modo non ambiguo la nomenclatura per descrivere la forma degli occhi e per la formulazione di adeguate penalità nello standard del siberiano. Una ulteriore questione relativa agli occhi è il problema della "profondità" della collocazione dei medesimi. A volte, vengono fatte delle critiche del tipo "occhi posizionati troppo in profondità". Benché in certe circostanze questo possa essere corretto, una razza di origine naturale non può avere occhi sporgenti, che sono un ulteriore indicatore di una tipologia stile persiano. E' infatti detestabile che in alcuni standard americani di siberiano, per ragioni sconosciute, sia stata inserita la frase "dolce espressione facciale". Questa frase non descrive un vero siberiano, ma un gatto-bambola con occhi tondi, muso tondo, tutto tondo. Perché piuttosto non riferirsi a questo tipo di gatto come a un classico persiano "da salotto"?

Abbiamo trattato alcuni dei punti cruciali relativamente a ciò che si intende per razza siberiana. Secondo me, basandomi sull'osservazione di un buon numero di siberiani in Russia e all'estero, siberiani di forme "arrotondate" e con mantello "vaporoso" sono a volte considerati come dei "sostituti" dei persiani classici. Il risultato è un tentare costantemente di far convergere la tipologia del siberiano con quella del persiano. Sfortunatamente, le conseguenze di questa "nostalgia" possono essere disastrose per i siberiani. Questi ultimi infatti, pur avendo una carattere molto amichevole e per certi aspetti spesso simile a quello canino, non sono gatti da grembo, ma cacciatori impegnati, sono incredibilmente astuti, potenti, agili e di forte temperamento. Sarebbe meglio che le persone che cercano nei siberiani caratteristiche simili a quelle dei persiani rivolgessero la loro attenzione verso altre razze. Al contrario chi cerca un gatto per competizioni di agility probabilmente troverebbe tra i siberiani il concorrente migliore e più astuto.

Anche se lo potrebbe sembrare, questo articolo non è una descrizione dello standard della razza siberiana. Numerose questioni importanti per lo standard non sono state trattate, altri argomenti, al contrario, sono stati trattati con un livello di dettaglio al di sopra delle necessità dello standard. Nessuno standard specifico, europeo o americano, è stato preso in considerazione per un confronto diretto. In effetti, qui ho cercato di presentare l'analisi della discussione che si è tenuta nel luglio 2005 in occasione del workshop della società internazione dei giudici in felinologia (IFSJ) dedicato alla revisione ordinaria e alla messa a punto dello standard russo della razza siberiana. Attualmente questi workshop riuniscono un buon numero di giudici e allevatori e, cosa molto importante, sono gli eredi diretti delle dichiarazioni di consenso relative alle razze originarie della Russia redatte da pochi entusiasti quasi vent'anni fa. Alcuni di questi entusiasti sono ancora membri attivi dei workshop del IFSJ(!). Spero che in futuro altre associazioni possano prestare più attenzione allo standard della razza siberiana redatto dal IFSJ - e a quelli direttamente derivati - perché è ancora in maggior parte sviluppato dalle stesse persone che effettivamente notarono l'ora ben noto archetipo siberiano e fondarono tale razza in Russia.



Storia parallela e alternativa del siberiano :versione che accetta i neva come  colorazione facente parte del corredo genetico dei siberiani.A tutt'oggi esistono diatribe tra allevatori che accettano la variante neva ed effettuano accoppiamenti tra siberiani e neva indistintamente,ed allevatori che escludono gli accoppiamenti tra le due varietà,cercando di allontanare il più possibile antenati neva dalle genealogie dei loro gatti scegliendo riproduttori che hanno neva non più recenti dell'ottava generazione e che possibilmente non siano portatori del gene point.